Ci sono mille mila progetti che mi girano per la testa da tempo, tra questi c’è anche obiettivamentestudio.

Obiettivamentestudio nasce dall’idea di volere sperimentare, non solo con la fotografia, ma anche con la creatività. Tra le cose più belle di questo progetto c’è il fatto che sia condiviso e si sa, due teste sono meglio di una.
Obiettivamentestudio è 50% animaruvida e 50% Martina, compagna di studi, disgrazie e passioni. Obiettivamente studio è 100% voglia di mettersi in gioco, di imparare e di “rubare” dalle esperienze reciproche.
Io e Martina abbiamo iniziato a buttare giù le basi di tutto questo alla fine del 2020, con l’obiettivo di iniziare a costruire qualcosa che possa sbocciare piano piano. Per ora manteniamo attivo il nostro profilo instagram, facciamo vedere i nostri lavori passati mentre attendiamo impazienti di poter ricominciare a viaggiare, ad abbracciare e fotografare le persone dal vivo.
Nel frattempo, però, ho pensato che un’intervista doppia possa essere un’ottima presentazione di ciò che siamo e di ciò che potremmo diventare. Iniziamo a conoscerci!
MARTINA
1.CHI SEI E QUANTI ANNI HAI?
Martina, quasi 22
2.CHE COSA E’ PER TE LA FOTOGRAFIA? QUANDO TI SEI AVVICINATA DAVVERO ALLA FOTOGRAFIA?
La fotografia per me è emozione. E’ uno strumento che mi permette di emozionarmi di fronte alla vita e allo stesso tempo di liberare la testa da ogni pensiero e preoccupazione, di isolarmi dal mondo ritrovando me stessa. Prima di tutto fotografo per me, per stare meglio. Se poi con le mie fotografie riesco a trasmettere qualcosa anche agli altri, a comunicare, allora ne sono ancora più felice.
Non c’è un momento esatto in cui mi sono avvicinata davvero alla fotografia. Il mio rapporto con la fotografia è fatto di alti e bassi, momenti in cui vivo di fotografia e nei quali diventa una fissazione e momenti nei quali mi sembra di non avere nessuna ispirazione. Se penso alla storia della mia passione della fotografia torno in dietro con la mente fino a quando avevo poco più di 7 anni, al mio zainetto per le gite scolastiche nel quale la macchinetta fotografica era l’unica costante e la prima cosa a essere inserita. Penso alle sere passate distesa sul tappeto del salotto a sfogliare album di fotografie che sono sempre capaci di suscitarmi grandi emozioni, penso alle tante macchine digitali e mirrorless regalatemi per cercare di prendere tempo prima di regalarmi la reflex che tanto desideravo. Il giorno del mio sedicesimo compleanno la gioia più grande è stata trovare dentro al pacchetto una reflex, la stessa che ormai è la mia inseparabile compagna in ogni occasione e in ogni luogo in cui vado.
3.QUALE E’ IL TUO STILE PREFERITO?
A dire la verità non ho uno stile preferito, ogni stile per me si adatta a umori e situazioni diverse. Amo fotografare le persone, coglierle nei loro gesti quotidiani, quando meno se l’aspettano o quando sono assorte nei loro pensieri, mi piace molto anche scattare ai paesaggi, per me riuscire a trasmettere l’atmosfera e la magia di un luogo è la sfida più emozionante.
4.QUALE E’ LA FOTO CHE HAI SCATTATO A CUI SEI PIU’ LEGATA? PERCHE’?
La foto a cui sono più legata è questa perché è stata una delle primissime foto che ho scattato con la Reflex. Per me ha significato tantissimo perché finalmente con la reflex potevo anche giocare con il tempo di esposizione e non vedevo l’ora di poter sfruttare questo nuovo elemento, un elemento che per tanti non interessati alla fotografia può sembrare di poco conto, ma che per la Martina sedicenne significava entrare nel mondo della vera fotografia.
Ora riguardando questa foto provo un po’di tenerezza per la ragazzina super fiera del suo lavoro nonostante non fosse proprio niente di speciale, ma sono anche fiera dei progressi che, passo dopo passo, senza rendermene conto, ho fatto.

5.QUALE LUOGO VORRESTI VISITARE?
La lista è luunga! Cerco di elencare tre mete, dalla più fattibile alla più impegnativa: monte Seceda, Napoli con Ischia e Filippine.
6.COSA APPREZZI DELLA FOTOGRAFIA DI GIULIA?
Di Giulia apprezzo la sua capacità di cogliere i dettagli più intimi di ogni situazione. La capacità di notare quegli elementi che sfuggono alla vista della maggior parte delle persone, e soprattutto di renderli speciali. Adoro le emozioni forti ma soprattutto inaspettate che le sue fotografie ogni volta mi trasmettono. Sono immagini che sanno di casa, sanno di vita vissuta, di vita reale.
GIULIA
1.CHI SEI E QUANTI ANNI HAI?
Eccomi qua. Mi chiamo Giulia, in arte animaruvida, e ho 22 anni. Studio comunicazione all’università e nel tempo libero scrivo qui (ma anche un po’ ovunque), leggo e faccio foto. Tante foto.
2. CHE COSA E’ PER TE LA FOTOGRAFIA? QUANDO TI SEI AVVICINATA DAVVERO ALLA FOTOGRAFIA?
Non mi ricordo con precisione il momento in cui mi sono avvicinata alla fotografia, è stato un percorso graduale e assolutamente inconscio. Come punto di inizio potrei però citare il mio primo grande “viaggio della rivoluzione” come lo chiamo io, ovvero l’Australia. Ero un’adolescente immersa in un mondo nuovo e meraviglioso; volevo portarlo con me per sempre quindi iniziai a scattare foto a tutto ciò che avevo intorno. È partito tutto così. All’inizio mi bastava quello, poi ho capito che volevo fare le foto non solo per ricordarmi il bello ma anche per emozionarmi ed emozionare gli altri.
La mia prima macchina fotografica, presa di seconda mano e che ho tutt’ora, l’ho comprata da sola con i miei risparmi anni dopo quel viaggio. Da quel momento, tre anni fa, ho iniziato a sperimentare e a scoprire mondi nuovi attraverso la fotografia. Nulla di professionale, tanto istinto ed emozione.
Per me la fotografia è difficile da definire. È arte, è comunicazione e punti di vista differenti, è curiosità e capacità di stare in silenzio a guardare, è pazienza ed emozione. È una delle mie passioni più grandi, una di quelle cose che ti fanno venire i sorrisi sulla pancia…ecco sì, qualcosa del genere.
3.QUALE E’ IL TUO STILE PREFERITO?
Essendo sempre in evoluzione non credo di avere uno stile preferito in assoluto. Una cosa che mi ha sempre affascinata, sin da bambina, sono le persone. Le persone nel loro modo di essere mi incuriosiscono e mi affascinano talmente tanto che involontariamente ho iniziato a “studiarle” per cercare di capire “l’attimo che sta per accadere”, quello da cogliere con i miei scatti. Di conseguenza amo i ritratti e la street photography in tutte le loro sfaccettature.
4. QUALE E’ LA FOTO CHE HAI SCATTATO A CUI SEI PIU’ LEGATA? PERCHE’?
Domanda difficile. Ne ho tante a cui sono particolarmente legata e che porto con me assieme alla loro storia. Non tutte, anzi quasi nessuna, è perfetta dal punto di vista tecnico ma io le conservo con molta cura. Una di queste è la foto che feci due anni fa a Berlino ad una bimba perfettamente sconosciuta. Ho avuto la fortuna di guardare il suo primo sguardo al muro di Berlino. Lei, così piccina, guardava in su cercando di capire dove potesse finire quel cemento. Aveva i capelli a caschetto, due grandi occhi affamati di vita e una gonnellina rosa che svolazzava con il fresco vento di settembre. Ad un certo punto l’ho vista avvicinarsi al murales in cui era disegnata la terra e tendere la mano per toccarla. In quel momento ho sentito fermarsi tutto ciò che avevo intorno e solo quando la mia macchina ha fatto click ho percepito il mondo ricominciare a correre. È stata un’emozione fortissima.
5.QUALE LUOGO VORRESTI VISITARE?
Tutti si può dire? Andrei ovunque con la mia macchina fotografica e appena si potrà ricominciare a viaggiare tornerò su un aereo. Sogno l’Africa e l’Australia, i paesi dell’Est Europa, le grandi capitali.
6.COSA APPREZZI DELLA FOTOGRAFIA DI MARTINA?
Io e Martina siamo molto simili e molto diverse per certi aspetti, sia caratterialmente che dal punto di vista artistico e questo ci permette spesso di essere in equilibrio. In particolare dal punto di vista fotografico la apprezzo per contrasto: rispetto a me ha una fotografia più pulita, per certi aspetti anche più tecnica. Di solito, ha le idee più chiare e lascia meno cose lasciate al caso. Amo i colori della sua fotografia, veri e riconoscibili.